Carnevale tra sacro e profano

Nell’ambito delle iniziative e delle manifestazioni organizzate dal Museo Civico TEMPO di Canicattini Bagni, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale – Assessorato al Turismo culturale e museale, per celebrare nel corso del 2020 il Ventennale della fondazione, con la presenza di ospiti illustri, tra cui, come madrina dell’evento la nota attrice Milena Vukotic, sabato 1 Febbraio 2020 alle ore 18:30 con l’approssimarsi del Carnevale si parlerà di questa antica e tradizionale festa che coinvolge grande e piccini.

“Il Carnevale tra sacro e profano”, questo il titolo della conferenza che terrà l’etnografo palazzolese Dott. Vincenzo Giompaolo, autore di una indagine sul campo durata circa 12 anni, con la presentazione di una sfilata di maschere, colori, carri allegorici e tradizioni folcloristiche che coinvolgono tutta la Sicilia con ben 34 tappe carnevalesche, tra città e paesi, che l’autore ha osservato attraverso la lente dell’obiettivo fotografico e raccontato con minuzia di particolari nel suo libro.

L’appuntamento sarà aperto dai saluti del Sindaco Marilena Miceli e dell’Assessore al Turismo culturale e museale, Loretta Barbagallo.

Vincenzo Giompaolo, laureato in psicologia, è nato a Palazzolo Acreide (SR) nel 1952. Fin da giovane ha svolto ricerche etnografiche e studi sulle tradizioni popolari siciliane, raccogliendo un notevole materiale fotografico e magnetofonico. Ha già pubblicato nove volumi di argomento folkloristico ed uno di narrativa a sfondo autobiografico, con forti tratti antropologici. Come coautore ha collaborato alla pubblicazione di cinque lavori uno dei quali, con presentazione di Vittorio Sgarbi, sulla festa di S. Giuseppe in Sicilia e Puglia. Vive a Ragusa dove ha lavorato nella locale Casa Circondariale, come Funzionario Giuridico-Pedagogico. Di prossima pubblicazione: “Presepi negli Iblei”.

A conclusione della conferenza, a cura del Museo TEMPO, si terranno laboratori e degustazioni di antiche ricette di dolci, patrimonio dei monasteri siciliani. Oggetto della seconda degustazione saranno le “olivette di Sant’Agata”, ricetta del Monastero delle Vergini di Palermo. Doveroso infatti ricordare il culto della martire catanese, in quanto protettrice delle tessitrici, a cui tutte le donne iblee si rivolgevano prima di iniziare un lavoro, lasciando sempre acceso un lumino in suo onore.

Da ricordare che alla fine del ciclo degli incontri sarà rilasciato un attestato di partecipazione di “Esperto e custode della Cultura popolare” a chi non supera il 30% delle assenze.

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